• C.O.C.: A quale Mangialardi dobbiamo credere?


    coc99Con due diverse interpellanze, a risposta orale (allegati 1-2), ho rivolto al sindaco tre domande relative al Centro Operativo Comunale ed al piano di emergenza comunale; né al Consiglio comunale del 6 aprile né a quello del 28 aprile sono state date risposte dettagliate, e non sono pervenute neanche con la nota scritta del 09/05/2016 (prot.n. 33941, allegato 3).

    In questo articolo mi soffermerò sulla vicenda del C.O.C., nei prossimi giorni ne uscirà un secondo relativo al piano di emergenza comunale, il tutto con una premessa doverosa. Ritengo fondamentale per una corretta gestione della pubblica amministrazione porre particolare attenzione su errori del passato, il tutto per trovare idonee soluzioni e per evitare che lo stesso errore possa ripetersi in futuro.

    Nel caso di specie è presupposto fondamentale, per una corretta risposta in caso di emergenza, che le funzioni del C.O.C. siano assegnate a personale comunale attivo e che lo stesso pianifichi, in tempo ordinario, cosa e come fare in presenza dell’emergenza.

    E’ emblematico, ad esempio, che le riunioni del C.O.C. del 3 e 4 maggio 2014 si siano svolte senza alcun tipo di verbale e che la verbalizzazione delle sedute è iniziata solo dal 05/05/2014. E’ importante, infatti, che al verificarsi di un’emergenza ci sia una figura deputata a verbalizzare le riunioni del C.O.C. e le relative decisione affinché ne rimanga traccia scritta.

    Quindi la mia attività di consigliere è mossa unicamente dal volere contribuire nella corretta gestione della cosa pubblica, senza alcun tipo di polemica. Come ogni cittadino potrà leggere, nelle mie interrogazioni mi sono attenuto rigorosamente ai fatti, senza alcun tipo di attacco alla figura istituzionale del Sindaco; mi rammarica che non si possa dire altrettanto del primo cittadino.
    Nella nota del 09/05/2016, il sindaco, dopo il solito attacco alla mia attività di Consigliere comunale, arriva a scrivere che “nel corso degli anni … si è ritenuto più opportuno, anche per una più efficace attività di coordinamento di tutto il personale comunale in emergenza, impiegare per tali funzioni le figure dirigenziali responsabili o comunque appartenenti alla struttura comunale.“; il sindaco poi continua scrivendo (anche con un errore perché quel “per se” dovrebbe essere “pur se”) che “Per tale motivo, per se non formalmente aggiornata la struttura operativa del COC che svolge le funzioni è la seguente: … …“.
    Dunque stando a quanto riferito dal sindaco Mangialardi dal 18/12/2002, data del decreto del sindaco Angeloni istitutivo del C.O.C., ad oggi i nominativi dei responsabili delle funzioni non sono stati formalmente aggiornati; ma nel corso degli anni sono subentrati i dirigenti.
    Bene, anzi male, malissimo, perché leggendo le relazioni (sia della minoranza che della maggioranza) della Commissione Speciale di Indagine sul punto, nulla di quanto oggi scritto dal sindaco si evince, anzi.
    Con tutto il rispetto per l’attività del presidente Mancini e per la relazione dal medesimo scritta, riprendiamo quanto scritto – volendo dar maggior risalto alla gravissima discrepanza che oggi emerge – nella relazione della maggioranza ove si legge, a pag. 25: “Alla data del 03/05/2014 il COC risultava carente di cinque componenti rispetto a quello nominato dal sindaco Angeloni il 20/12/2002. Infatti, nel corso degli anni, alcuni componenti erano andati in pensione senza che fossero numericamente sostituiti … … Il sindaco per la giornata del 03/05, ha affermato che il “COC è stato riunito in maniera continuativa” e che “il protocollo di emergenza è stato applicato alla lettera, non c’erano i nomi ma c’erano le funzioni (audizioni del 25.11.2014)“.

    Appurato dalla commissione che il C.O.C. al 03/05/2014 fosse carente di componenti, come si concilia con quanto scritto oggi dal sindaco? Che senso ha dire “non c’erano i nomi ma c’erano le funzioni”? Chi, se non le persone, svolgono le funzioni (ammesso, ovvio, che le stesse persone vengano avvisate di avere quella determinata funzione da svolgere)? Avendo partecipato a convegni sul sistema di Protezione Civile, sa bene il sig. sindaco che un’adeguata risposta da parte del C.O.C., nel corso di una emergenza, dipende dalla pianificazione svolta nel tempo ordinario; ma se mancavano i responsabili di alcune funzioni sino al 04/05/2014,cosa ha fatto il C.O.C. durante il tempo di non emergenza?

    Ma la cosa più grave, rispetto a quello che oggi il sindaco dice, è che dalla relazione della maggioranza risulta chiaramente che “Il 05/05/2014 il COC è stato rinnovato, rimpiazzando, anche formalmente, i vuoti di cui si è detto“. E’ chiaro quindi che il C.O.C. aveva dei vuoti relativi ai responsabili delle funzioni che, dopo il loro pensionamento, non erano stati sostituiti. E’ altrettanto chiaro, a differenza di quello che scrive oggi il sindaco, che il 05/05/2014 questi vuoti sono stati rimpiazzati, anche sotto il profilo formale. Ma allora perché oggi il sindaco dice che non c’è stata formalmente alcuna sostituzione? Ignora quanto avvenuto il 05/05/2014 sotto questo aspetto? Chi ha firmato l’atto con cui sono stati rimpiazzati le figure mancanti? Il dott. Fabrizio Volpini, che non risulta esser mai stato “figura dirigenziale” è ancora responsabile della funzione “sanità, assistenza sociale e veterinaria”? Oppure è stato sostituito (da chi, quando, con quale atto)?
    Il sindaco Mangialardi dovrebbe infine sapere che un Comune si amministra con atti ufficiali e quindi per modificare il decreto del sindaco Angeloni del 2002 è necessario quantomeno un atto similare firmato dal nuovo sindaco. Esiste questo decreto sindacale?
    Se vorrà rispondere, sig. sindaco, sappia che lo farà alla città e non tanto a me.
    Un’ultima cortesia. Nel rispondere lo faccia nel merito, citando i documenti con date e protocolli ed abbandoni il suo solito attacco al sottoscritto, grazie.

     Giorgio Sartini, 

    consigliere comunale per Senigallia Bene Comune

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  • L’Economia Imperfetta – Incontro con Antonino Galloni

    Sabato 21 maggio 2016 nella sede del palazzo comunale, Senigallia Bene Comune ha organizzato un incontro con l’economista Antonio Galloni dal titolo “L’economia imperfetta – Idee nuove per uscire dalla crisi”.
    Vi proponiamo la ripresa integrale dell’intervento e della successiva sessione di domande da parte del pubblico.

    Ripresa degli interventi – dal canale YouTube di SenigalliaBeneComune:

     

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  • Cosa vuol dire per S.B.C. fare politica

    20140504-consiglio-comunale-alluvione-2La politica per noi è un’altra cosa

    A quasi un anno dalle elezioni amministrative Senigallia Bene Comune ha, con fatica ed impegno, affrontato tutte le difficoltà che derivano dall’essere una vera forza di opposizione. Come consigliere di opposizione è corretto fare un bilancio del modus operandi di una maggioranza infaticabile nell’apparire e presa dal principio del piacere piuttosto che dal principio di realtà.

    Senigallia Bene Comune ha assunto fin dal suo insediamento (il primo) questo impegno: rimanere nel merito delle cose. A differenza della maggioranza che esprime il proprio voto favorevole in base a chi presenta le proposte, a prescindere dal merito della questione.

    Mi ricordo bene la mozione bocciata dalla maggioranza il 15/09/2015 (su 14 voti contrari, solo il sindaco si è degnato di prendere la parola per dire che la situazione era nota e che non ci avrebbe perso tempo) sulla ricognizione delle nostre strade. Poi è purtroppo successo ciò che non avremmo voluto.

    Questione piste ciclabili. In Consiglio la maggioranza bocciò una nostra mozione per porre in studio di fattibilità la pista ciclabile Vallone-centro; tale era il disinteresse per questo argomento che non venne neanche inviata in Commissione. Al contrario il sottoscritto ha recentemente votato a favore del rinvio in Commissione della mozione presentata dal Consigliere di maggioranza Mauro Bedini relativa alla pista ciclabile MarzoccaSenigallia. Ciò perché a differenza di altri valuto il merito delle questioni e la loro rilevanza per la città, a prescindere da chi le presenta.

    Da ultimo attendo ancora, sulla questione C.O.C. e revisione del Piano di emergenza comunale, le risposte del Sindaco alla interrogazione a risposta orale presentata identica negli ultimi due Consigli comunali: una cosa a dir poco imbarazzante.

    Nel mezzo tanti argomenti affrontati tra cui l’aver sollecitato una maggior attenzione dell’arredo urbano volto a contrastare l’inquinamento dovuto all’abbandono delle cicche di sigarette. E ancora. Perché alla nostra domanda “come mai alcune nostre mozioni, pur condivisibili nel merito, le avete bocciate” (neanche mandate in commissione per un approfondimento), ci è stato risposto “perché non potete venire a fare i primi della classe”?

    Ma questo è appunto lo stile di questa maggioranza: bocciare andando contro qualcosa di così ovvio come la realtà per il solo fatto che la proposta viene da una forza di opposizione. Oltre che infantile un tale atteggiamento è prima ancora offensivo per i senigalliesi, ed il massimo che la maggioranza riesce a fare è concedere il patrocinio dell’ente a singole iniziative (senza essere il primo promotore) e mettere la firma su progetti altrui. Lei Sindaco definisce chi critica certe scelte come “cerebralmente impunito” oppure arriva ad affermare che i comitati lei li ha uccisi tutti, salvo poi tentare di rimediare dicendo che per “uccidere” intendeva “ascoltare“.

    Il vostro livello di trasparenza è imbarazzante; basta vedere le delibera di giunta con cui affidate incarichi legali esterni, in cui richiamate i preventivi pervenuti dal legale a cui avete affidato l’incarico senza però indicare la benché minima cifra.

    Lei vuole talmente tanto la trasparenza che ha esortato il sottoscritto a non abusare della propria posizione di Consigliere nell’esercitare quello che è un sacrosanto diritto: l’accesso atti.

    Se Senigallia Bene Comune ha avuto inizio è anche perché abbiamo visto come vi siete comportati nei precedenti anni: dalla gestione del bacino Misa/Nevola, alla manutenzione (assente) della palestra Marchetti.

    Lei, Sindaco, ha in ogni sede affermato che il Comune non ha la gestione del fiume; ma si è dimenticato di dire, ad esempio, che è stato lei a firmare l’ordinanza con cui autorizzava il taglio di oltre 660 alberi di specie protetta presenti nel fiume. Ora sorge spontanea una domanda: visto che il Comune è per legge regionale l’ente che deve autorizzare questo tipo di intervento, perché non lo ha fatto prima? Sempre che quegli alberi si dovessero tagliare, vista l’incidenza che ha la loro presenza sul tempo di corrivazione.

    Vogliamo poi parlare del dragaggio del tratto finale del porto-canale? Dal 2004 al 2016 avete chiesto alla Provincia la “disponibilità”, testuali sue parole nella lettera del 07/04/2004 (prot. n. 20943) per ben due volte. In dodici anni lei ha scritto alla Provincia due volte nel 2004. Troppa grazia.

    Che dire della palestra Marchetti. Nonostante venne svolto un sopralluogo il 29/10/2009, presente anche il Dirigente Roccato, al termine del quale venne sollecitato come urgente la sostituzione del controsoffitto presente negli spogliatoi (spesa prevista per gli interventi “gravi” 45.000,00 euro), il Comune ha pensato bene di……tinteggiare le aule. Della palestra non si fa alcun cenno nel verbale, per il semplice fatto che non venne controllata; oggi i lavori previsti ammontano ad oltre 500.000,00 €. Su quanto accaduto dobbiamo ringraziare la Provvidenza che il crollo non abbia provocato anche solo feriti.

    Immobilismo puro (basti vedere le mancate sostituzioni all’interno del C.O.C.), fino all’infausto evento del 3 maggio 2014. Solo dopo vi siete svegliati da questo torpore e vi siete accorti che Senigallia è attraversata da un fiume. Ma attendere per riaprire il collegamento tra fiume e porto, rifare i ponti cittadini a campata unica, dragare la parte terminale del fiume, sperando che passino ancora 35-40 anni prima di una nuova alluvione, non è immobilismo è incoscienza amministrativa.

    Poi per carità, voi siete più bravi in campagna elettorale a promettere e poi non mantenere (si veda il sottopasso di Borgo Molino), a controllare il territorio e l’espressione di voto, a presidiare i seggi, a fare il porta-porta.

    Poi però, una volta presi i voti, vi dimenticate dei problemi. Tirate a campare, ma solo politicamente, in attesa di eventuali promozioni. La disaffezione alla politica e l’astensionismo delle ultime elezioni, dovrebbero condurvi ad una riflessione su come controllate e non governate questa città. Perchè il punto è proprio questo: il controllo.

    La politica è un’altra cosa ed è da un’altra parte. La politica sana è quella che governa per il bene di un territorio, senza pensare alle prossime elezioni. Ma della questione morale ne avete abbastanza perché a voi interessa prendere un’esigua maggioranza di voti, anche fosse uno solo (che in realtà è sempre una minoranza visto il livello di astensione) per gestire un sistema di potere, di prebende.

    A lei ha interessato essere “più forte dell’alluvione”, in attesa di volare verso altri lidi di partito.

    Ma mi auguro che arrivi un giorno in cui i cittadini, vostri elettori, capiranno che se sotto elezioni ad un cittadino promettete 10 poi, se eletti, non solo non farete quel 10 ma ne riprenderete indietro il doppio in termini di tasse.

    Giorgio Sartini
    Consigliere comunale

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  • Perché la senatrice Amati non risponde?

    AlluvionePortoneL’11 marzo 2016 è uscito un articolo della senatrice Amati in merito ai fondi per gli alluvionati. Avendo avuto dei dubbi su quanto scritto dalla senatrice, dopo aver letto i commi della legge di stabilità sul punto, il 26 marzo 2016 venne pubblicato un nostro articolo con cui chiedevamo come funzionasse il sistema dei risarcimenti; chi vuole può leggere entrambi gli articoli cliccando sul rinvio.

    Posi alcuni quesiti al termine del nostro articolo, quesiti ai quali oggi ancora non è stata data una risposta. Ritengo che le risposte siano atto dovuto verso la città, verso i cittadini che hanno avuto danni a seguito dell’alluvione, e non certo al sottoscritto. Quindi per la seconda volta rivolgo alla senatrice Amati queste domande:

    • Perché si parla di finanziamenti, seppur agevolati con il credito di imposta, e non di risarcimenti?
    • La cifra di un miliardo e cinquecento milioni è prevista solo per il 2016 oppure è da suddividere per la durata dei finanziamenti, ovvero venticinque anni?
    • La cifra di un miliardo e cinquecento milioni è retroattiva, nel senso che la legge di stabilità arriva dopo dell’alluvione di Senigallia e in essa non si parla di validità retroattiva?
    • A che punto è l’iter previsto dai commi in questione, il Consiglio dei Ministri ha adottato quanto di sua competenza? Il Ministero dell’economia e delle finanze ha fatto altrettanto? Il direttore dell’Agenzia delle Entrate?
    • Perché collegare il finanziamento agevolato necessariamente a dei lavori, alla prestazione di servizi ovvero all’acquisizione di beni necessari all’esecuzione degli interventi? Chi ha già eseguito i lavori, magari accendendo con sacrifici un mutuo, potrà partecipare?
    • E’ previsto che i finanziamenti agevolati vadano prima di tutto a quei nuclei familiari che versano in condizioni patrimoniali e reddituali difficili?

    Confido in una risposta puntuale e precisa, ringraziando sin da adesso.

    Giorgio Sartini – Consigliere Comunale
    Senigallia Bene Comune

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  • Protezione civile: il sindaco non risponde, perché?

    FiumeSicuro4Con la nostra ultima interrogazione (allegata), avremmo voluto sapere dal Sindaco:

    • “con quale atto, indicando tipologia di atto, data di adozione e protocollo è stato integrato l’organigramma del C.O.C.”, in considerazione della carenza di cinque unità alla data dell’alluvione;
    • “se e quando è stata avviata la procedura per rivedere il Piano di Emergenza alla luce di quanto avvenuto il 03/05/2014, prevedendo la sua applicazione ai territori già classificati nel P.A.I. come R3 ed alle zone drammaticamente colpite dall’evento alluvionale del maggio 2014”;
    • e “se e quando è stata avviata la procedura per rivedere il Piano di Emergenza alla luce di quanto avvenuto il 03/05/2014, prevedendo di sanare le criticità emerse dai lavori della Commissione Speciale”.

    Il Centro Operativo Comunale “alla data del 3 maggio 2014 risultava essere ancora quello nominato dal Sindaco Angeloni il 20 dicembre 2002. Essendo trascorsi undici anni e mezzo da allora, alcuni componenti sono andati nel frattempo in pensione senza essere sostituiti:

    • ​il responsabile supplente della Funzione 2 (Sanità, Assistenza Sociale e Veterinaria);
    • ​il responsabile e il responsabile supplente della Funzione 7 (Strutture Operative Locali e Viabilità);
    • ​il responsabile e il responsabile supplente della Funzione 9 (Assistenza alla Popolazione).”;

    (relazione di minoranza del Presidente della citata Commissione Speciale pag. 8).

    La stessa Commissione ha evidenziato alcune criticità del Piano di Emergenza ed in considerazione di ciò avremmo voluto sapere se ed in che modo il Comune ha avviato l’iter per superarle.
    Queste tre semplici domande, ma che riguardano argomenti importantissimi come la sicurezza dei cittadini, sono rimaste prive di risposta da parte del Sindaco.
    Il Sindaco nel prendere la parole ha esordito con un più che eloquente “Cosa le devo dire?”; ci sarebbe piaciuto ricevere risposte precise, anziché il solito sproloquio privo di contenuti e ricco di un politichese vecchio ed arrogante.
    Avremmo voluto avere delle risposte precise, nell’interesse della Città.
    Invece il Sindaco ha concluso l’intervento promettendo che le risposte arriveranno in maniera scritta; siccome da novembre stiamo ancora attendendo la risposta scritta in merito alla questione della convenzione con la U.S. Vigor, temiamo che anche questa cada nel dimenticatoio.
    Ma, visto l’argomento, pretenderemo una risposta scritta.

    Senigallia Bene Comune
    Giorgio Sartini
    Consigliere comunale

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