• TARI: paghiamo per conferire soprattutto sabbia


    RifiutiSpiaggiaLa responsabilità dell’aumento della Tari, pagato dai cittadini, ricadono sulla Provincia, sul Comune e in primo luogo sulla ditta (EcoDemolizioni) tenuta a differenziare il materiale da conferire in discarica, ditta che non ha lavorato invece adeguatamente.

    La maggioranza ha motivato l’aumento della Tari con la necessità di coprire i maggiori costi dovuti al conferimento in discarica di materiale spiaggiato. Ma le schede invitate al sottoscritto dall’Asa (Azienda servizi ambientali), dimostrano in maniera inequivocabile, dati alla mano, che nel 2015 e nel 2016 l’80% del materiale conferito in discarica è costituito da sabbia e non da organico.

    Nel contratto in essere per la pulizia della spiaggia risulta che la ditta è tenuta a differenziare il materiale da conferire in discarica dalla sabbia, ma è evidente che questo non sia stato fatto. Secondo i dati che ci sono stati inviati, su nostra richiesta, di 1.777.041,42 euro di costi, ben 1.435.849,47 sono stati pagati per smaltire in discarica la sabbia, e non l’organico.

    Senigallia Bene Comune ha presentato una interrogazione per capire quali provvedimenti il Comune intenda prendere nei confronti dell’azienda. L’amministrazione è comunque responsabile per non aver vigilato adeguatamente, anche in considerazione del danno apportato alla spiaggia stessa, visto che sono state portate via tonnellate di sabbia.

    Senigallia Bene Comune

    Collegamenti

  • Le competenze sulla foce del Misa

    FoceMisaGennaio2017Mercoledì 15 febbraio l’ing. Stefano Leti, dell’Autorità di Bacino delle Marche, durante un tavolo tecnico del Contratto di Fiume alla presenza del facilitatore del Contatto di Fiume dr. Endro Martini, dell’ing. Massimo Gennaro, del prof. Paolo Turchi, del sottoscritto facenti parte del Contratto di Fiume e dell’ing. Giuseppe Fornaroli ha dichiarato che le competenze sul fiume Misa sono della Regione Marche dalle sorgenti fino al ponte della Ferrovia e del comune di Senigallia dal ponte della Ferrovia alla foce.

    La dirigente del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Direzione Generale per la vigilanza sulle Autorità portuali, le infrastrutture portuali – dr.ssa Patrizia Scarchilli con la sua risposta, inviata tramite PEC il 28/06/2016 (Allegato 1), ad una mia richiesta d’intervento per la situazione sulla foce del Misa ha scritto: “Al fine di verificare un’eventuale coinvolgimento della Regione Marche nell’approvazione dell’iter amministrativo che ha portato all’introduzione della modifica oggetto di discussione, l’Amministrazione marittima ha provveduto ad interessare anche il competente Ufficio Regionale che, con nota pervenuta in data 12.05.2016, ha comunicato la propria estraneità alla procedura di approvazione delle opere e delle relative varianti, di esclusiva competenza comunale ai sensi dell’art. 61 della legge Regione Marche n. 10 del 17/05/1999.” (Allegato 2).

    Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici nell’adunanza della III° Sezione del 31/01/2001 ha autorizzato il Comune di Senigallia all’ampliamento del Porto prevedendo delle prescrizioni; una di queste, riguardante gli aspetti di idraulica marittima per l’interferenza con l’idraulica del Misa a pag. 10 (Allegato 3), prevede per il Comune: “La presenza di detto molo (quello di ponente che protegge l’accesso al porto), secondo l’assetto previsto del P.R.P., potrebbe invece costituire eventuale parziale ostacolo al transito dei sedimenti trasportati “longshore” secondo il verso SE – NO.

    Il monitoraggio prima raccomandato, pertanto, avrà anche lo scopo di valutare periodicamente le condizioni di officiosità della foce armata del Misa, onde programmare per tempo gli interventi di dragaggio(e contestuale by-pass) eventualmente necessari. Dall’esame dei risultati di detto programma di monitoraggio potrà poi valutarsi l’eventualità di prolungare di qualche decina di metri il molo guardiano di levante, onde contenere gli effetti della descritta fenomenologia;”

    Allora sig. SINDACO vuole cominciare a dire le cose come stanno o vuole continuare a scrivere PEC e Ordinanze (n° 50/2017 Allegato 4) per la sua commedia: “LE COMPETENZE SULLA FOCE DEL MISA”.

    Giorgio Sartini – Senigallia Bene Comune

    Collegamenti:

     

  • Replica al Sindaco sul ponte II Giugno

    Sarà un gran giorno quando il sindaco imparerà a rispondere nel merito, con numeri alla mano e senza attaccare il sottoscritto. Ma oramai ci sono abituato.

    In merito alla replica di Mangialardi, attendo di leggere la lettera che ha promesso di spedire ai cittadini per far conoscere come “il Comune ha sempre svolto una costante opera di controllo e monitoraggio dei ponti sul fiume Misa”; dalle risposte avute dal Comune ai miei accessi atti, l’unico controllo – dopo la relazione dei tecnici del luglio 2014 – risale al 10/11/2016………alla faccia della costante opera di controllo e monitoraggio. Insomma, è la stessa storia accaduta per il crollo del controsoffitto alla Marchetti; controsoffitto mai controllato dal Comune, dal gennaio 2009 al novembre 2014.

    Senza dire poi che il controllo (se scattare delle foto ad un ponte significa controllare) del 10/11/2016 è avvenuto dopo che nella commissione del 07/11/2016 il dirigente del Comune disse che non vi erano  criticità per i ponti cittadini.

    A differenza delle sue parole, equiparabili ad un vuoto pneumatico, ogni cosa che S.B.C. scrive è supportata da verbali, atti e documenti forniti dal Comune che lei dovrebbe dirigere. E quindi li dovrebbe conoscere, prima di dire inesattezze.

    Sul fatto che la prova di carico “qualora venisse compiuta su ponte II Giugno si rischierebbe concretamente di arrecare gravi danni alla struttura, compromettendo così anche il passaggio pedonale”, beh si commenta da sola per la sua banalità, superficialità ed assoluta infondatezza tecnica. Signor sindaco, non è più necessario valutare concretamente e tecnicamente la situazione di compromissione delle strutture esistenti? Si possono valutare con una veloce osservazione esclusivamente visiva.

    Attendo la risposta ufficiale alla petizione, poi valuterò assieme agli altri cittadini con cui condivido questo percorso, come muoverci.

    Sull’accusa di “strumentalizzazione” stia tranquillo, non avendo frequentato la sua stessa scuola di partito, non è da me e nemmeno dall’ingegnere Gabriele Annovi  che ci sta supportando a livello ingegneristico.

    Per chi vuole informarsi adeguatamente e liberamente pubblichiamo la relazione dell’ingegnere Roccato sulle condizioni dei due ponti e il testo integrale della petizione.

    Sartini Giorgio

    Senigallia Bene Comune

    Collegamenti

  • 295 firme raccolte per le prove di carico sui ponti II Giugno e Garibaldi

    20170206-consegna-petizione-ponte2giugno-3Consegnate in Comune le 295 firme raccolte con la petizione per le prove di carico dei ponti II Giugno e Garibaldi. Nel primo pomeriggio di lunedì 6 febbraio il consigliere comunale di Senigallia Bene Comune Giorgio Sartini, assieme a diversi commercianti del centro storico senigalliese, ha fatto protocollare la petizione perché vengano effettuate le prove di carico sulle due strutture che collegano la viabilità del centro storico con la principali arterie di traffico cittadine.

    Una mossa finalizzata a valutare la riapertura di ponte II Giugno.
    La struttura è chiusa al transito veicolare ormai da novembre 2016, dopo le verifiche del 2014 da parte dei Vigili del fuoco di Senigallia (e successivamente dei tecnici e ingegneri incaricati dal Comune) che ne segnalavano la condizione di “non sicurezza” da ripristinare immediatamente.

    Il ponte che collega via Rossini con via Portici Ercolani, infatti, da alcune relazioni tra cui quella dei Vigili del fuoco del 2014 e da altri documenti che Senigallia Bene Comune ha portato alla conoscenza della città, risulta inoltre che ponte Garibaldi sia in condizioni peggiori rispetto a ponte II Giugno e che la chiusura di ponte II Giugno sia stata decisa senza effettuare la prova di carico necessaria per stabilire l’urgenza o meno del provvedimento stesso.

    La prova di carico – si legge nella petizione firmata da quasi 300 commercianti e residenti del centro storico senigalliese – costituisce l’unica metodologia di collaudo statico di un ponte stradale. Dato che la chiusura del ponte II giugno alla viabilità rappresenta una questione di particolare rilevanza per la comunità locale, visti i pesanti risvolti negativi su molte attività commerciali del centro storico e sulla vita dei cittadini, i firmatari della presente petizione chiedono che il Comune proceda con la massima urgenza a svolgere le prove di carico sui ponti II Giugno e Garibaldi“.

    Collegamenti:

  • Tari: comportamenti illogici a danno dei cittadini

    RifiutiSpiaggiaIn Consiglio comunale Campanile ha definito la “TARI una tassa maledetta che non dipende dal Comune ma che si costruisce da sé in base al costo del servizio di raccolta dei rifiuti e del conferimento in discarica”.

    Nell’articolo pubblicato il 2 febbraio abbiamo letto che “Il Partito Democratico rimane, come sempre, dalla parte dei cittadini e delle imprese per proseguire insieme in un progetto di città più bella, inclusiva, giusta e solidale” esprimendo “con forza la nostra preoccupazione per l’enorme ed iniquo aumento delle tariffe TARI. Riteniamo profondamente ingiusto che le spese relative ai costi di spiaggiamento, passati dai 9 milioni 151 mila euro del 2015 ai 10 milioni 991 mila euro del 2016, debbano ricadere esclusivamente sui cittadini di Senigallia”.

    C’è da piangere, a leggere certe affermazioni.

    La prima fatta dall’assessore al bilancio denota la totale incapacità di gestire un bilancio comunale mentre la seconda, ben più grave, denota “la totale incapacità di capire” di cosa stanno parlando.

    Se sapessero di cosa si parla dovevano avere capito, prima di dar mano alla penna, che le spese per lo smaltimento del materiale spiaggiato non sono passate da “9 milioni 151 mila euro del 2015 ai 10 milioni 991 mila euro del 2016” perché di quei 9.151.000 €  solo 27.000 € era il costo  per gli spiaggiamenti; costo che ora è passato a 1.840.000€.

    Ma ancor più grave per il Sindaco, l’assessore al bilancio, tutti i consiglieri comunali di maggioranza e l’intero PD è non aver capito la soluzione, di come far pagare tale cifra ai responsabili dello spiaggiamento, proposta da Senigallia Bene Comune nell’ultimo Consiglio comunale.

    Vi informiamo quindi che tutti noi, con le tasse consentiamo a Comune, Provincia e Regione di stipulare delle polizze assicurative per coprire i danni che i dirigenti assunti in tali amministrazioni possono arrecare per vari motivi ai singoli cittadini o ad altri.

    Quindi quando la Provincia ha appaltato in modo irregolare il taglio della vegetazione lungo il fiume senza rispettare le norme vigenti, ha causato un danno a tutta la città di Senigallia attraverso un suo dirigente e per tale motivo può richiedere alla compagnia assicurativa di rifondere il danno causato.

    Il non volere procedere da parte del sindaco a chiedere tale risarcimento, tramite un procedimento che si chiama conciliazione, tra la Provincia (o Regione) e il Comune di Senigallia (in rappresentanza di tutti i danneggiati) si può esplicitare con un esempio.

    Io capofamiglia pago una polizza assicurativa per i danni che mio figlio può fare. Questi imbratta la proprietà di un vicino e io anziché chiedere all’assicurazione di rifondere il danno causato da mio figlio al vicino, e non lo chiedo neppure a mio figlio, lo pago io.

    Cioè prima pago per mio figlio (Provincia, Regione e Comune) la polizza assicurativa obbligatoria per legge e poi quando mio figlio è responsabile di un danno e posso far intervenire la compagnia assicurativa non la attivo ma pago nuovamente io il danno.

    Una domanda sorge spontanea: ma allora che pago a fare la polizza assicurativa? Non pensate che sia un comportamento illogico? Ecco, questo è quello che sta facendo il nostro Sindaco. Ha voglia ad arrampicarsi sugli specchi con false argomentazioni.

    Giorgio Sartini – Senigallia Bene Comune

    Collegamenti: