• Edilizia scolastica: come sua prassi il Sindaco non risponde nel merito


    FiumeSicuro4Il 01/08/2016 ho depositato due distinte interrogazioni con cui ponevo all’attenzione del Sindaco e di altre Istituzioni due problematiche, a mio avviso molto gravi, relative alla scuola media Marchetti ed all’I.P.S.I.A.

    L’08/08/2016 mi vengono inviate le risposte del Sindaco, datate 03/08/2016, sia per la Marchetti (prot. n. 55542) sia per l’I.P.S.I.A. (prot. n. 55547).

    Sarà stata la troppa fretta nel rispondere o l’aria del Summer Jamboree ma il Sindaco per l’ennesima volta nella sua “risposta” evita di affrontare il problema e, come per la gestione del Misa, del dragaggio del porto, della palestra Marchetti, si limita ad “attendere” che altri facciano.

    Sindaco eppure la premessa della sua risposta (“se è pur vero che il sindaco di una comunità debba occuparsi delle questioni che riguardano la popolazione tutta”) mi lasciava ben sperare nella conclusione della stessa, attendendomi di leggere che aveva “preso carta e penna” per investire della questione tutti gli enti interessati. Ed invece no, nulla di tutto ciò.

    Non solo ma, almeno per come è stata scritta la risposta a me inviata, non l’ha mandata per conoscenza al Ministero, al Prefetto, all’assessore regionale, al Presidente della Provincia, alla Direzione scolastica regionale ed al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, enti dai quali mi attendo le dovute risposte. Non si preoccupi, nell’inviare agli stessi enti la mia risposta istituzionale sarà mia premura allegarci anche la sua comunicazione.

    Forse ciò nel tentativo di abbassare l’attenzione su una questione che potrebbe avere conseguenze molto gravi. Proprio per questo, fin quando non avremo risposte precise e documentate, continueremo a tenere accesi i riflettori.

    Sarà casualità, ma invito a riflettere su questo “dettaglio”. Sia nella gestione del Misa che del dragaggio del porto-canale, la Provincia era guidata da una sua collega di partito e lei non ha scritto tanto, anzi, ha scritto proprio poco per chiedere che venissero fatti i dovuti interventi, forse per non dare fastidio ad una collega di partito; oggi, anche per l’I.P.S.I.A., pur cambiando persona, si ha la stessa situazione.

    Sono stanco di amministratori pubblici i quali, di fronte ad un problema, tendono a minimizzare oppure a girare lo sguardo dall’altra parte limitandosi ad “attendere” che altri affrontino la questione.

    Ho inviato l’interrogazione per conoscenza a chi di dovere, senza alcun errore e non ho confuso alcun ruolo, semplicemente mi attendevo (auspicio che rinnovo) che lei si sarebbe fatto carico della situazione attuando i dovuti interventi istituzionali, per iscritto.

    Giorgio Sartini – Consigliere comunale Senigallia Bene Comune

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  • Edilizia scolastica: nessuna strumentalizzazione politica

    FiumeSicuro4Lo scopo politico del mio intervento è semplicemente quello di vedere garantiti i diritti dei cittadini direttamente interessati e il rispetto della normativa. La strumentalizzazione ravvisata dal Dirigente Scolastico Elena Giommetti, sia nei contenuti quanto nella forma, risulta del tutto infondata e di seguito ne articolo le ragioni.

    Ad una lettura attenta dell’articolo oggetto di discussione, si evince la suddivisione delle problematiche sollevate in due distinte parti. Nella prima parte viene reso nota la situazione della formazione delle classi prime dell’IC Marchetti, mettendo in risalto il non rispetto della normativa vigente in merito al numero totale di alunni per classe con situazioni di handicap al proprio interno. Tendo a precisare inoltre che esiste un numero sempre più crescente e trascurato di alunni con BES nelle aule scolastiche. Si tratta di Bisogni Educativi Speciali, che non rientrano nella L. 104/92 sulla disabilità ne’ in quella sui DSA (Disturbi Specifici di Apprendimento) e che quindi non sono correlati da diagnosi funzionale.

    In altri termini non è previsto il sostegno. (Attualmente gli alunni iscritti alle classi prime della Scuola Secondaria Marchetti con DSA certificati sono 4 e 7 sono i BES). Fin qui una constatazione di fatto, ben nota e già segnalata da organi preposti (Consiglio d’Istituto, Gruppo Lavoro Inclusione e un gruppo di genitori interessati). Resta il fatto che detto aspetto, in presenza di classi con un numero di alunni superiore rispetto a quello per legge, ha chiaramente dei risvolti in tema di sicurezza che come tali non possono essere ignorati. La seconda parte riguarda un intero stralcio riferito spontaneamente in sede di riunione dalla D.S., e non un “riassemblare frasi di risposta a precise e diversificate domande”, e riguardante la tematica dell’edilizia scolastica, in particolare la sicurezza del plesso I.P.S.I.A. di Senigallia.

    Lungi l’idea da Senigallia Bene Comune dal voler “forzatamente far ricadere sul D.S. una presunta colpevole responsabilità”, chiediamo alla stessa che ci rassicuri, con documenti alla mano, aventi data certa, che la normativa in materia di sicurezza sia rispettata in toto. Laddove così non fosse, siamo pronti a collaborare affinché ciò avvenga. Noi di Senigallia Bene Comune avremmo potuto sicuramente fare due articoli distinti (uno riguardo la situazione Marchetti, l’altro riguardo il plesso IPSIA), ma poco sarebbe cambiata la sostanza: chiedere pubblicamente che vengano garantiti i diritti dei cittadini, ovvero il diritto all’istruzione (nello specifico: nel primo caso, la qualità dell’istruzione, nel secondo, la messa in sicurezza degli edifici scolastici).

    Nessun intento denigratorio quindi ma una presa di posizione ad ampio raggio: tutelare il diritto all’istruzione indipendentemente dall’Istituto Scolastico in questione. Il tutto prestando fede all’iter istituzionale da seguire: segnalazione al D.S., responsabile e garante per l’intero personale scolastico assegnatole, e richiesta di denuncia da parte della stessa alle Istituzioni competenti. Sorprende la difesa d’ufficio a favore del Comune.

    Ricordo infatti che se l’I.P.S.IA è di competenza provinciale, l’IC Marchetti è di competenza del Comune. È lontano da noi lo “scarica barile”, considerato che vogliamo affrontare nel merito le criticità prima che queste possano creare gravi problemi; non come avviene soventemente in Italia, che si corre ai ripari solo a danni avvenuti. Confidiamo in un intervento degli organi preposti, posto che dalla replica della Dirigente Scolastica non emerge quanto intenzionata a fare per affrontare la problematica.

    Giorgio Sartini – Consigliere Comunale Senigallia Bene Comune

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  • “I have a dream”: io ho un sogno

    PSV“I have a dream”: io ho un sogno.

    Questa breve frase del famoso discorso di Martin Luter King è entrata nella storia, divenendo il simbolo della capacità degli uomini di cambiare il mondo e soprattutto quando questo cambiamento sembra impossibile. Da allora, sappiamo che il sogno di un’umanità più giusta si può realizzare, anche se non tutto in una volta. Passo dopo passo fino ad arrivare ad un presidente degli Stati Uniti afroamericano.

    Tutti quanti abbiamo un sogno di bene e di giustizia, qualcuno più grande e qualcuno più piccolo. E anche se pochi sono quelli destinati alle missioni eroiche e straordinarie, come quelle di King (il quale ha pagato con la vita), non di meno è giusto credere che si può cambiare il mondo anche perseguendo tanti piccoli sogni di bene, come per esempio può essere quello di un cittadino senigalliese il quale sogna di abitare in una città ricca di verde.

    È ormai dimostrato ampiamente il beneficio che l’essere umano trae dal vivere in ambienti con una importante presenza della componente vegetale. I vantaggi che derivano dal considerare il verde in ambiente urbano un elemento fondamentale sono di tipo ecologico e ambientale, socio-economico, relazionale, estetico e psicologico.
    Nonostante ciò, le priorità degli amministratori comunali in materia di urbanistica sembrano essere altre e mattone dopo mattone il nostro cittadino è sempre più frustrato.

    Tutte le aspettative che egli aveva riposto negli interventi sulle aree derivanti da demolizioni o oggetto di interventi di riqualificazione per la città dal punto di vista della presenza di parchi e aeree verdi come previste dal Piano Strutturale del Verde sono state sistematicamente disattese.

    BoscoCesanellaUna dopo l’altra sono evaporate: quelli che dovevano essere i parchi di Cesanella e Saline sono divenuti dei simil impianti di arboricoltura da legno (la gente li chiama i cimiteri di guerra), l’ex Sacelit non si sa come andrà a finire, ma tutto meno che un parco per carità; piazza del duomo poteva divenire un vero gioiello se, oltre a liberare alla vista le facciate dei palazzi al posto di una pavimentazione insignificante dal punto di vista estetico e oltretutto foriera di sterili anacronistiche polemiche, si fosse optato per la realizzazione di quanto previsto proprio dal PSV, ovvero alberi a portamento colonnare sugli angoli, in modo da non nascondere le facciate, e verde orizzontale sul resto della piazza.

    Ma il dogma Cervellati è prevalso insieme all’insensato conservatorismo del passato tal quale: via il verde da dentro le mura…altro che Pio IX. Certo che nei secoli passati non avevano bisogno del verde dentro le mura, il costruito era infinitesimo rispetto alla natura! Il nostro imperterrito cittadino sognatore chiude gli occhi e la vede questa piazza bellissima: un giardino adornato dalle facciate settecentesche!

    Riapre gli occhi e pensa allo strano modo in cui sono andate le cose: prima sono stati abbattuti gli alberi perché malati come indicato dal PSV (ma allora quando fa comodo lo leggono) dicendo che ne avrebbero rimessi di nuovi, in numero inferiore ma sani. Gli alberi sarebbero stati nelle zone adibite a parcheggio.

    PiazzaGaribaldiPoi si ricorda che durante i lavori nessuna buca di impianto veniva lasciata e che aveva cominciato a nutrire dubbi sulla presenza futura degli alberi, pur rassicurato dal rendering grafico che continuava a campeggiare sulla porta del comando di polizia municipale. Poi effettivamente si venne a sapere che uno U.F.O (oscuro funzionario non identificato) aveva deciso di mettere gli alberi in vaso invece che in piena terra. E con gli alberi se ne sono andati pure i parcheggi.

    Infine all’inaugurazione ancora niente vasi e niente alberi. Il cittadino sognatore trova interessantissima questa evoluzione del politicante pragmatico: prevenire la nascita dei noiosissimi comitati con progetti rassicuranti che poi vengono cambiati e stravolti senza coinvolgimento pubblico e secondo il gusto di un U.F.O. qualsiasi. Risultato fantastico: nessun comitato, nessuna protesta per alberi e parcheggi.

    A questo punto però mentre il cittadino sognatore pensa a questa strategia davvero efficace del politicante pragmatico viene assalito da un terrore improvviso. Si ricorda infatti che lui ha ancora un ultimo sogno piccolissimo, quello relativo all’area dello stadio Bianchelli. Lì è stato suggerito dal PSV di proseguire idealmente il parco della Pace e contemporaneamente trasferire lo stadio comunale potenziando quello esistente alle Saline che è di fatto già il polo sportivo della città.

    Ora, sempre il cittadino sognatore, ha il terrore che il politico pragmatico e lo zelante l’U.F.O ripropongano la stessa strategia. Si sentono già voci di nuovi centri commerciali, di parcheggi… nessuno parla di verde. Ma il cittadino sognatore non si vuole rassegnare e coltiva ancora la speranza in una politica più capace di ascolto e di costruire una città più verde, più a misura d’uomo.

    I still have a dream

    Gruppo Consigliare Senigallia Bene Comune

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  • Qual è la situazione degli edifici scolastici a Senigallia?

    MarchettiGravi criticità si stanno verificando per la formazione delle classi prime alla scuola secondaria di primo grado Marchetti di Senigallia. Il Dirigente Scolastico dell’Istituto, Professoressa Elena Giommetti, ha convocato mercoledì 26 luglio, i genitori delle classi prime ad eccezione di quelli della classe ad indirizzo musicale.

    Durante la riunione ha reso noto ai presenti l’attuale situazione: n. 26 alunni iscritti al corso musicale, n. 17 alunni iscritti al corso tempo prolungato indirizzo europeo, n. 19 alunni iscritti al corso D indirizzo digitale e n. 34+32 alunni iscritti al tempo normale (sezioni B e F). Il D.S. ha dichiarato inoltre che, grazie alla vincita da parte dell’Istituto Marchetti di due progetti finalizzati al potenziamento del digitale nelle scuole, le classi del corso D, B, F sono da ritenersi equiparate e pertanto per la formazione delle classi prime si provvederà alla suddivisione del totale degli alunni (esclusi quelli dell’indirizzo musicale ed europeo) nelle tre sezioni a tempo normale B-D-F. Fin qui nulla di male.

    Ma se la matematica non è un’opinione, così facendo si andrebbero a formare classi da 28.3 alunni [(19+34+32)/3=85/3=28.3]. Tenuto conto della presenza di 1.25 alunni con disabili per classe, tutto ciò si pone come una grave inadempienza rispetto al DPR 81 del 20.03.2009 (art.4 e art.5) che determina che il numero massimo di alunni sia 20 qualora nella classe fosse presente un alunno in condizioni di disabilità.

    Tutta questa situazione è stata già resa nota alla Direzione Scolastica Regione Marche, alla Direzione Scolastica Provincia Ancona, al Sindaco di Senigallia, all’Assessore all’Istruzione di Senigallia, nonché ovviamente alla dirigente Elena Giommetti, dal Consiglio d’Istituto, dal Gruppo Lavoro Inclusione dell’Istituto Comprensivo Marchetti e da un gruppo di genitori interessati che hanno sottoscritto una diffida attraverso uno studio legale, senza però ottenere ancora alcun risultato concreto.

    Sin qui un aspetto, si potrebbe dire, burocratico che comunque potrebbe incidere sul grado  dell’offerta educativa della scuola.

    La cosa ancor più sconcertante è stato ascoltare dalla D.S. Elena Giommetti un’ammissione gravissima, “Poi è vero che c’è la normativa che però è vero che non viene rispettata, questo né alle medie né alle superiori, purtroppo quando loro dividono, fanno, calcolano i numeri e non è che dicono lì se c’è nella normativa, quello così. In tante scuole, qui non abbiamo grazie a Dio, questo problema delle aule piccole, anche la normativa per la sicurezza dove ci sono tot metri ad alunno, ci sono delle scuole anche nuovissime, vi faccio l’esempio della mia che la potete visitare, c’ho le aule tarate su un numero, che è nuovissima, è la scuola più nuova che esista, è molto bella, però le aule sono tarate per un numero di alunni piccolo e quindi non sono a norma per le classi numerose, però l’hanno fatta adesso e non è che il Ministero da Roma quando mi dà l’organico mi dice quella classe è da 22 alunni, io te ne do 28 con 3 handicap dentro, cioè quelli sono i numeri, così la fanno. Noi facciamo il possibile per gridarlo ma abbiamo le mani legate, non è che l’organico lo facciamo noi”.

    Di fronte a queste dichiarazioni, inadempienze, omissioni, non si può mettere la testa sotto la sabbia perché i soggetti direttamente interessati sono i giovani studenti che dovrebbero essere tutelati in primis dal loro reggente.

    Chiedo, nell’interesse delle famiglie, che la dirigente rispetti la normativa sia per quanto riguarda la composizione delle classi ed inoltre chiarisca – visto quanto dichiarato dalla medesima – ufficialmente e con documenti alla mano se l’Ipsia sia un plesso scolastico a norma o meno.

    Le famiglie si stanno mobilitando affinché sia fatta giustizia, e si auspica che la D.S. Elena Giommetti e il corpo docente dell’Istituto Comprensivo Marchetti faccia altrettanto. Viste le affermazioni della dirigente scolastica verrà presentata un’interrogazione al Sindaco che verrà inviata per conoscenza a tutte le autorità interessate, ad ogni livello.

    Giorgio Sartini
    Consigliere comunale Senigallia Bene Comune

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  • Sottopasso via Perilli: ancora non ci siamo

    Abbiamo scelto un titolo ironico per rappresentare una situazione che poteva, anzi, potrebbe essere potenzialmente pericolosa per gli utenti della strada. La questione dovrebbe esser nota, non solo perché riguarda il sottopasso che dal centro città conduce al lungomare, ma anche perché era finito alla ribalta della cronaca l’08/02/2016 con un articolo sul Corriere Adriatico.

    A metà giugno il nostro rappresentante in Consiglio ha depositato un’interrogazione scritta ponendo alcune domande all’Amministrazione; consci che questa situazione, diciamo quantomeno anomala se non illegale, per esser risolta doveva essere portata a conoscenza non solo del Comune (anche perché ad onor del vero, doveva esser già ultra nota), ma anche di altre Autorità, quali il Prefetto, il Questore ed il Comandante della Polizia Stradale.

    E’ di pochi giorni fa la modificazione della segnaletica orizzontale con sostituzione delle strisce pedonali (situazione pre interrogazione), con quelle a quadrati destinate a consentire il transito alle biciclette.

    Che finalmente questa situazione di discrepanza sia stata affrontata ci fa piacere. Ci avrebbe fatto maggiormente piacere se si fosse arrivati ad una soluzione. Eh si, perché le modifiche apportate non pongono in sicurezza gli utenti della strada; il pedone che percorre il nuovo marciapiede dalla nazionale verso il centro, giunto alle “nuove” strisce per le biciclette, dove deve andare?

    Attenderemo qualche giorno in maniera tale che il Comune ponga rimedio, altrimenti invieremo una seconda interrogazione. Ovviamente anche al Prefetto ed al Questore.

    Senigallia Bene Comune

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