• Il comune si costituisca parte civile nel processo per abuso di ufficio dei due dipendenti


    conflittointeressiSenigallia è venuta a conoscenza dell’ennesimo avviso di garanzia notificato a due dipendenti comunali prima dalla stampa, poi nel Consiglio comunale del 20 dicembre dalla risposta data dal sindaco all’interrogazione del consigliere Martinangeli.

    Secondo la Procura vi sarebbe un abuso di ufficio di ufficio perpetrato ai danni di un cittadino senigalliese; e, stando alla stampa, tra gli atti di indagine vi sarebbero anche delle intercettazioni che confermerebbero l’ipotesi accusatoria.

    Difronte ad un tale scenario, cosa dice il sindaco? Che lui ha fiducia nei due dipendenti e che se verranno ritenuti estranei ai fatti il Comune dovrà pagare a loro le spese legali.

    Nulla è stato detto dal sindaco invece sul fatto che il Comune potrebbe costituirsi parte civile; perché è giusto avere fiducia nell’operato dei propri dipendenti, ma è ancora più giusto avere fiducia nell’operato della Magistratura tutta sostenendone l’operato e mettendosi a disposizione per agevolare le indagini, per quanto di sua competenza.

    Ed è qui che la giunta, sindaco in testa, dovrebbe far costituire il Comune come parte civile perché è giusto tutelare l’immagine del Comune, nel caso in cui le accuse venissero confermate.

    Per questo motivo abbiamo depositato una mozione per dare modo al Consiglio comunale di impegnare la giunta ad adottare la relativa delibera.

    Senigallia Bene Comune

    Collegamenti:

  • Verde urbano: Central Park ci fa il solletico!

    BoscoCesanellaÈ di qualche giorno fa la notizia che Senigallia, dopo i lavori del World Forum on Urban Forest, è diventata modello internazionale per la gestione del verde urbano. Città come New York o Melbourne che guarderebbero a Senigallia come modello da imitare!

    Ora cerchiamo di rimanere con i piedi per terra e di ragionare sui fatti reali, altrimenti si rischia di fare la figuraccia che abbiamo fatto nel 2010 con il premio Fiume Sicuro dato a Senigallia che, secondo gli organizzatori del premio, si era distinta “per la delocalizzazione, i piani d’emergenza, l’informazione, l’esercitazione e l’urbanizzazione delle aree a rischio”. Se non ci fossero stati dei morti ci sarebbe di che ridere di un premio simile e di chi lo ha attribuito.

    Ma passiamo ad analizzare i fatti.

    Si legge nell’articolo che gli organizzatori del Forum avevano chiesto al sindaco Mangialardi di illustrare le strategie e gli interventi contenuti nel Piano Strutturale del Verde. È indubbio che il Piano del Verde di Senigallia sia stato un’ottima iniziativa voluta dall’allora assessore Ceresoni, affidata al professor Minelli dell’Università di Bologna che ha coordinato ricercatori, studenti universitari e professionisti locali. Ma la domanda da farsi è: viene rispettato il Piano del verde?

    In piccola parte sì e in gran parte no.

    La piccola parte riguarda le alberature stradali e il regolamento del verde urbano.  La gestione dei viali alberati sta cominciando ad avere una gestione razionale basata su una valutazione scientifica dello stato di salute delle alberatele. Piante spesso inadatte per specie, dimensioni e sesto di impianto, sono gradualmente sostituite con quelle indicate nel Piano. Le proteste dei cittadini mettono però in evidenza come il coinvolgimento della popolazione previsto dal piano non sia minimamente presa in considerazione (fatto salvo che ci sarà sempre qualcuno che protesta ingiustamente).

    Per quello che riguarda il Regolamento del verde finalmente dopo 10 anni ce ne siamo dotati, è una cosa positiva; ora speriamo che non rimanga lettera morta.

    Da sottolineare positivamente è la collaborazione con l’università che ci mette a disposizione tecnici competenti grazie a cui teniamo monitorate centinaia di esemplari arborei, ma è anche vero che molte città hanno nello staff anche l’agronomo mentre da noi solo architetti.

    Veniamo alla parte negativa. Se analizziamo gli interventi fatti fin qui sembra che il Piano del Verde venga costantemente disatteso.

    Innanzitutto sul previsto coinvolgimento dei cittadini di cui sopra. Anzi si sono attuate strategie opposte. Per prevenire le proteste per esempio su Piazza del Duomo sono comparsi disegni con i cittadini che passeggiavano all’ombra di magnifiche latifoglie. Il piano del verde prevedeva sì di liberare la vista delle facciate dei palazzi ma anche di progettare una piazza con verde orizzontale con funzione sia estetica che di mitigazione della temperatura. Fatto? No

    Si è preso del piano solo la prima parte perché serviva giustificare l’eradicazione dei lecci malati. Stessa cosa è accaduta con la cosiddetta Pinetina della stazione in cui era suggerita una riqualificazione dell’area. Probabilmente ci diranno che dopo piazza del Duomo ci hanno restituito anche il Senbhotel ma qui a furia di restituire Senigallia diventerà “open space”.

    I casi più gravi comunque riguardano  la Cesanella e le Saline. Il Piano prevede, anzi prevedeva, la realizzazione di grandi Parchi, non di boschi urbani piantati in filari regolari dalla Società autostrade come COMPENSAZIONE per neutralizzare gli effetti delle emissioni connesse alla realizzazione della terza corsia autostradale. In sostanza abbiamo spacciato per scelta del Comune di Senigallia la realizzazione di un’opera obbligatoria per legge indicando per giunta alla Società autostrade delle aree (le uniche che avevamo) già individuate dal Comune stesso per realizzare dei grandi Parchi urbani.

    Nel piano del verde c’era anche la rimozione stagionale dei manufatti che deturpano il paesaggio costiero dato in concessione per l’attività estiva (capanni, docce, tubi, reti da pallavolo, giochi per bambini ecc.) e negli ultimi anni vengono lasciati in loco anche più di prima che fosse redatto il Piano del Verde. Si provi a fare una passeggiata nel lungomare e a chi riesce ad intraveder il mare potremmo attribuire il premio: “il mare immaginato”!

    Ma allora sorge una seconda domanda: come è possibile disattendere in maniera sistematica il Piano del verde? Semplice! Il Piano non ha nessun carattere vincolante. Questa è stata la furbata! Ed è stato realizzato solo per la strenua volontà di Ceresoni, nel disinteresse degli altri amministratori (compreso l’allora assessore all’urbanistica Mangialardi). Quello che interessava a tutti, dai politici ai tecnici comunali, era il mirabolante Piano Cervellati.

    Parafrasando un’epica frase di un film di Sergio Leone, “quando un uomo col Piano Cervellati incontra un uomo col Piano strutturale del Verde, quello col Piano del verde è un uomo morto”.

    Battaglia persa quindi per il centro storico ma per il resto della città si potrebbe fare qualcosa in più! E invece stiamo perdendo occasione dopo occasione per realizzare il bel progetto previsto nel Piano del verde, che ormai è chiaro rimarrà il nostro libro dei sogni, buono per vincere premi di cartone, come quello per il Fiume sicuro o Un bosco per Kyoto.

    Si potrebbe fare uno scambio equo con il Sindaco di New York: loro ci danno Central Park e noi gli diamo il nostro premiato libro dei sogni! Che ne dite?

    Lista Civica Senigallia Bene Comune

    Collegamenti:

  • Conflitto di interessi in Comune

    conflittointeressiNe eravamo certi. Per chi non segue la vita politica senigalliese con frequenza, stiamo parlando dei molteplici ruoli ricoperti dal segretario comunale (che è figura preposta per legge a far rispettare le normative vigenti alle amministrazioni comunali) che confliggono con il suo stesso ruolo.

    A sostegno di quanto da noi dichiarato, oltre alla logica ed al buon senso, vi è e vi era la legge e per tale motivo avevamo presentato una mozione (ovviamente bocciata dalla maggioranza).

    Oggi l’A.N.A.C. conferma la validità della nostra mozione: il “Responsabile della corruzione e della trasparenza” non può essere lo stesso soggetto che ricopre il ruolo di “Presidente dell’Organismo Indipendente di Valutazione”.

    A Senigallia è il segretario comunale, oltre a tanti altri, a rivestire questi due ruoli: speriamo che questa stortura sia sanata al più presto.

    Ecco allora che nella seduta del 21/11/2018 il Consiglio dell’A.N.A.C. ha deciso di scrivere al Comune di Senigallia (dietro una segnalazione fatta dall’associazione dei consumatori ACU Marche) raccomandando di superare la “situazione di conflitto di interessi determinata a seguito della scelta di conferire in capo al Responsabile della corruzione e della trasparenza l’incarico di Presidente dell’Organismo Indipendente di Valutazione” (Allegato 1).

    L’amministrazione Mangialardi è sempre tanto solerte a decantare la propria trasparenza e il rispetto della legge a parole, ma meno, molto meno negli atti amministrativi.

    Il Sindaco pro-tempore Mangialardi, dopo la lettera di Cantone, afferma che ora si adegueranno dando l’incarico ad un altro dirigente: perché quando lo abbiamo scritto e documentato noi in consiglio comunale le disposizioni normative non erano le stesse?

    Non valevano le stesse norme e disposizioni?

    Inoltre per l’analoga circostanza d’incompatibilità (da noi segnalata sempre in consiglio comunale) per il ruolo di dirigente dei Vigili Urbani ricoperto sempre dal segretario Comunale quanto dovremo ancora attendere perché l’Amministrazione si decida a sanarla?

    Lista Civica Senigallia Bene Comune

    Collegamenti:

  • Non c’è più limite per gli incarichi al Sindaco Mangialardi

    mangialardiApprendiamo con preoccupazione l’ennesimo incarico (quello che lo vedrà a capo del Coordinamento Nazionale Salute di ANCI) ricevuto dal sindaco di Senigallia, ed anche presidente di Anci Marche, coordinatore dei Presidenti delle Anci regionali e presidente dell’Unione dei Comuni della Marca Senone, oltre ad altri ruoli ricoperti per il solo fatto di esser sindaco di Senigallia.

    Non possedendo egli il dono dell’ubiquità, il primo cittadino senigalliese non ha presenziato alle riunioni previste dai vari organi amministrativi di cui fa parte, soprattutto comunali che son quelli che a noi cittadini premono particolarmente (la seduta del consiglio comunale dell’Unione – nata da un anno ma che ancora deve partire – ne è un esempio); quel che è peggio, ci si domanda come possa svolgere in maniera corretta tutti questi incarichi, avendo già dato prova delle sue capacità amministrative a Senigallia, capacità delle quali non ci riteniamo affatto soddisfatti ed avremmo volentieri evitato che peggiorasse le cose assumendosi altri incarichi.

    Ad aggravare la cosa, il fatto che viene affidato l’ennesimo incarico ad un amministratore indagato per reati gravissimi, quali omicidio plurimo colposo, lesioni, disastro ambientale, inondazione.

    Ovviamente fatto salvo il principio di innocenza fino al terzo grado di giudizio, ci sono comunque da considerare fatti oggettivi molto gravi: come l’aver rinnovato alla UISP con lettera firmata di suo pugno la gestione per la piscina delle Saline a poche settimane dalle elezioni del 2015 mentre la normativa prevede una gara pubblica, l’aver favorito la formazione di “veri e propri cartelli” di aziende locali vicine alla sua amministrazione (relazione del MEF 2016), bugie reiterate in incontri pubblici (come quello per  il sottopasso di Borgo Molino, prima opera di urbanizzazione del nuovo supermercato MD, poi diventato semplice impegno morale del soggetto privato), lo spreco di soldi pubblici per il rifacimento di ponte Perilli senza apportare miglioramenti idraulici, la mancata vigilanza sulla pulizia delle spiagge (con trasporto in discarica di tonnellate di sabbia, “smaltimento” pagato da tutti noi con l’aumento della T.A.R.I.)… fatti oggettivi che sono la dimostrazione dell’inidoneità a ricoprire gli incarichi in essere, e tantomeno a prenderne di nuovi.

    L’indirizzo normativo (art. 53 D.Lg.s. n. 165/2001) generale per i dipendenti pubblici (principio che per noi dovrebbe valere anche per gli amministratori pubblici) è quello di evitare doppi, tripli e quadrupli incarichi, anche non retribuiti, proprio per evitare l’accentramento di potere, quindi, anche se in questo caso è possibile tale assegnazione, si va evidentemente contro un indirizzo morale quanto meno per motivi di opportunità.

    Ad aggravare la cosa, c’è poi la questione della rappresentatività di un Primo cittadino, che oltre ad aver perso nelle ultime elezioni più di mille voti rispetto alle elezioni precedenti, appartiene ad un partito che sta vivendo una gravissima crisi, probabilmente irreversibile, di consenso popolare. Quindi non capiamo come mai la scelta sia ricaduta proprio su di lui, non c’era forse nessun altro disponibile per questo ruolo? O forse il PD cerca ancora una volta di rosicchiare quel poco potere che gli resta, piazzando le sue pedine laddove ancora può?

    Ci auguriamo che questo ennesimo incarico non serva solo a fare selfie e dare visibilità, sperando che il suo operato cada presto nel dimenticatoio con quello dei suoi pari, rappresentanti di una politica con la p minuscola, arrogante e priva di contenuti, espressione di narcisismo ideologico con cui una elite meschina e culturalmente povera, ha governato il sistema, un sistema di arbitrio che “l’elite culturale ha trasmesso nel corso degli anni con un atteggiamento di impunità che gli veniva garantito e che oggi capisce non può più essergli garantito, perché esiste una sensibilità diffusa, che chiamiamo populismo, diffuso e trasversale, perché i cittadini hanno capito che c’è in gioco la propria sovranità, cioè la propria dimensione di cittadini liberi” (Gianpaolo Rossi).

    Incarichi istituzionali ricoperti:

    (fonte:http://www.comune.senigallia.an.it/site/senigallia/live/taxonomy/senigallia/vado_in_comune/organi/sindaco/mangialardi-maurizio.html )

    1. Sindaco di Senigallia
    2. Presidente Anci Marche dal 2013
    3. Presidente unione dei comuni della Marca senone
    4. Presidente conferenza dei sindaci area vasta
    5. Presidente ambito territoriale sociale
    6. Presidente della conferenza dei sindaci dei comuni aderenti al circuito della Terra del Duca (Gubbio, Pesaro, Urbino)
    7. Componente Cal Regione Marche
    8. Membro assemblea Ata
    9. Membro assemblea Atoo2
    10. Membro assemblea Gorgovivo
    11. Membro assemblea Multiservizi
    12. Membro assemblea Asa
    13. Membro assemblea Anci regionale
    14. Membro direttivo Anci regionale
    15. Membro assemblea Anci nazionale
    16. Membro assemblea coordinamento presidenti Anci regionali
    17. Membro assemblea Gestiport
    18. Membro Gac Marche
    19. Membro consiglio provinciale
    20. Coordinatore del Coordinamento Nazionale Salute di ANCI

    …che il prossimo incarico probabilmente possa essere il sigillo ad una fulgida carriera politica:

    21. Megadirettore totale di Gran Croc. Visconte Cobram … amante del ciclismo …

    Senigallia Bene Comune

    Collegamenti:

  • La spesa del settimo giorno

    economicusOgni tanto emerge nel dibattito politico e sociale il tema delle aperture domenicali dei negozi. È strano vedere come nel giro di pochissimi anni una misura come quella della liberalizzazione delle aperture domenicali sia passata da uno scarso consenso a paradigma dei paladini del mercato.

    Sì perché ormai non si valutano più le iniziative in base alla loro opportunità, alla loro utilità sociale o semplicemente per la loro bellezza.

    Pensiamo per esempio agli eventi estivi nella nostra Senigallia: Caterraduno, Summer Jamboree, Xmaster.

    Tre iniziative molto diverse tra loro ma se chiediamo ai senigalliesi un giudizio su di esse possiamo star certi che, dopo aver risposto nella maniera più varia per quanto riguarda il merito delle iniziative, a volte senza risparmiare critiche, su un punto tutti concorderanno: “Però porta turisti, riempie gli alberghi”.

    Non importa se una iniziativa è bella o brutta, opportuna o meno, rispettosa della dignità umana o no. Il metro di giudizio è unicamente quello del mercato. I famigerati mercati di cui sentiamo continuamente parlare in questi mesi. Entità impersonali e spersonalizzanti che hanno preso il dominio della nostra vita. Come se le leggi dell’economia fossero alla stregua delle leggi della fisica a cui non ci possiamo sottrarre. Ma non è così.

    Forse, se da tempi immemori l’umanità ha istituito un giorno di riposo dal lavoro è perché nella fatica quotidiana di procurarsi il cibo ha sentito il bisogno di elevarsi dalla sua condizione, ha sentito il richiamo a superare la propria natura materiale.

    Ha detto a sé stessa: Io non sono solo cibo, io non sono solo mercato.

    E allora la destituzione organizzata e sistematica della domenica come giorno di riposo dalle attività ordinarie, al di là delle reali esigenze materiali, riguarda proprio questa dimensione esistenziale.

    Non importa se aprendo i negozi la domenica si vende di più; importa se possiamo scegliere e ricordare a noi stessi che non siamo schiavi del mercato ma che il mercato è uno strumento che deve essere assoggettato a noi. Del resto tutti noi abbiamo fatto questa esperienza nella nostra famiglia in cui le leggi del mercato sono continuamente violate nel nome della suprema legge della gratuità che caratterizza le relazioni familiari.

    Si comprende allora che il dibattito attuale è totalmente deviante. Si parla dei 30.0000 posti di lavoro in più nella grande distribuzione organizzata senza contare i 70.000 persi per la chiusura dei piccoli negozi che non hanno retto la concorrenza; si mettono in conflitto i lavoratori dei supermercati con quelli che devono obbligatoriamente lavorare la domenica. Ma tutto ciò non ha senso perché è chiaro che lavori legati al turismo e al divertimento, o a servizi pubblici essenziali vanno garantiti. Qui è in gioco la visione della natura umana stessa. La scelta tra essere Homo sapiens o Homo economicus.

    Sì ci sarebbe bisogno di sapienza!

    Già se i vantaggi economici derivanti dalle aperture domenicali fossero quelli dichiarati dovremmo comunque interrogarci sull’opportunità di mettere a rischio la nostra umanità; ma se poi questi risultati sono oltremodo contraddittori allora proprio non ci siamo. Abbiamo già accennato al saldo negativo dei posti di lavoro ma c’è un dato che fa particolarmente riflettere, ovvero le promozioni domenicali. Se l’apertura domenicale garantisce automaticamente l’aumento delle vendite, perché c’è bisogno di fare sconti sui prodotti acquistati di Domenica?

    In attesa che l’Homo economicus dia l’ardua risposta, auspichiamo che si apra anche a Senigallia un dibattito serio e pacato che affronti la questione.

    Senigallia Bene Comune

    Collegamenti: